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Da sapere: i vulcani di Salina

Oltre ad essere un piccolo paradiso verde, l'isola di Salina possiede una conformazione particolare, di origine vulcanica. Salina vanta, infatti, sul suo territorio ben sei vulcani: i più antichi sono situati in località Pizzo di Corvo, Monte Rivi e nella zona di Capo Faro ma sfortunatamente si sono sfaldati nel corso dei millenni, mentre i "gemelli" Fossa delle Felci e Monte dei Porri conservano la propria forma conica originaria. Oltre a questi, in diversi altri punti dell'isola di Salina si possono ritrovare i cosiddetti "sconcassi", tracce post-vulcaniche: vicino Rinella, ad esempio.

Vulcano Isola di Salina

L'isola di Salina ha avuto una formazione complessa, svoltasi di pari passo con due periodi specifici di attività dei vulcani, separati fra loro da un lungo momento di inattività. Il primo periodo è iniziato circa 500.000 anni fa, quando il livello del mare era molto più basso rispetto a quello attuale e Salina era composta da due isole distinte: una ad Ovest, costituita dal vulcano del Corvo; l'altra più ad Est, costituita dal vulcano del Capo - oggi estremità Nord Orientale dell'isola - e dal vulcano del Monte Rivi a Sud Ovest. Nel secondo periodo, a Sud del Monte Rivi si è formato il vulcano della Fossa delle Felci, che sfiora quota mille metri e fa da gigante guardiano per Santa Marina Salina e Lingua. Questa situazione si è protratta per numerose centinaia di migliaia di anni, fase nella quale il mare e le intemperie hanno eroso i fianchi di questi vulcani. La fine del momento di inattività vulcanica a Salina, ormai unificata, è stata segnata dalla glaciazione di Wurm, durante la quale si è formato il Monte dei Porri, che ricopre il vecchio vulcano del Corvo. Per concludere, ultima fase della storia geologica e vulcanica di Salina è stata l'apertura del cratere di Pollara, alla fine della glaciazione di Wurm. Questo cratere si è formato a seguito di una grande eruzione esplosiva che ha distrutto parte del Monte dei Porri.

Vulcano Isola di Salina

Il monte Fossa delle Felci e il Monte dei Porri sono i rilievi più alti dell'arcipelago delle Eolie e costituiscono l'origine della denominazione greca antica di Salina, Didyme, che significa proprio gemelli.

Monte Fossa delle Felci
La formazione del denominato "edificio vulcanico" del Fossa si deve ai prodotti delle prime eruzioni in superficie: strati di scorie nere - residui di un'attività esplosiva sotto forma di fontane di lava, lanci di grossi massi e colate di lava - si alternano a strati di pomici cadute e ceneri affluite. La sua attività in superficie risale all'incirca tra le 125 e le 100 migliaia di anni fa. Il vulcano ha poi attraversato una fase di interruzione della propria attività, ripresa tra i 24.000 e i 13.000 anni fa.

Monte dei Porri
Contemporaneamente alle ultime fasi eruttive del Fossa si colloca l'attività del secondo vulcano "gemello", formatosi intorno ai 100.000 anni fa. Prima di subire un'erosione, all'interno del vulcano si è formato uno specchio d'acqua: nella parte oggi visibile del cratere, sul fondo, si sono accumulati depositi lacustri che riempiono questo piccolo bacino.

Per conoscere nel dettaglio gli itinerari che vi permetteranno di scoprire i vulcani di Salina, consultate la pagina dedicata o scoprire tutto ciò che c'è da vedere a Salina qui

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